Come foglia tra altre foglie, come albero … nel dedalo del bosco, come sbuffo di verde nell’erba, ... un solo essere, insomma, con quanto ti circonda!
Uno sguardo di lato, un lampo degli occhi … verso i tuoi compagni.
Non sei solo (non lo sei mai stato): come dita sull’erba, il resto del gruppo è disteso intorno a te, pronto a chiudersi in un pugno, … in un maglio, per colpire l’avversario.
L’avversario, i nemici: ecco che scivolano guardinghi (forse si aspettano l’agguato?), ma non ne conoscono la direzione, né il “quando”.
Procedono, un metro alla volta, e tu, trattenendo il respiro, ti chiedi se abbiano avvertito qualcosa, se tu abbia commesso errori. E li studi, e osservi le nere volate dei fucili danzare ad ogni passo mentre, brandeggiando le armi, spazzano ogni settore di tiro.
Distogli lo sguardo e disciplinatamente aspetti che venga dato il segnale: è uno schema provato più volte, sai cosa fare, respiri lentamente e innesti l’automatico.
Sono vicini: l’adrenalina comincia a correre veloce, l’eccitazione e la frenesia pompano fiotti di sangue e nel tuo cuore rimbomba un tamburo impazzito. Calma, … non vuoi essere tu quello che ci farà scoprire, vero?
Finalmente sono tutti nella dead zone, e via radio giunge il segnale, -“ GO!”- iniziano le danze, è l’ora del rock&roll !

Uno dopo l’altro, i nemici vengono colpiti, la squadra avversaria decimata; pochi sbandati ripiegano disordinatamente, ma un nucleo “amico” ha già compiuto l’aggiramento ed aspetta al varco i sopravvissuti.
Vittoria!
Intorno, il resto del bosco si anima, ed anche tu, ombra tra le ombre, ti sollevi infine svelando la tua posizione: un sorriso liberatorio (da sotto la pasta mimetica) ti illumina il viso, e raccogli i complimenti di compagni ed avversari.